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La rana bollita - Una storia d'ansia, attacchi di panico e cambiamento - di Marina Innorta

La tecnica del pomodoro: creativi e concentrati

Crescita personale

Hai presente quando non hai voglia di fare niente? Di studiare, di lavorare e tantomeno di pulire casa.
Te ne stai lì sul divano, a cazzeggiare con la tv o con qualche gingillo tecnologico, mentre una parte di te dice: ora comincio, ora comincio. Ma passano i minuti, le ore, le mezze giornate e non cominci mai.
Ti suona familiare?

Uno dei modi per reagire a tutto questo è usare la famosa tecnica del pomodoro. Un modo semplice ed efficace per:

  • migliorare la gestione del tempo
  • aumentare la produttività
  • aiutare la concentrazione.

È una strategia piuttosto conosciuta, elaborata da Francesco Cirillo. Chi bazzica siti e blog dedicati alla crescita personale ne ha sentito sicuramente parlare.

Ho deciso di parlarne anche io per due motivi:

  • Utilizzo la tecnica del pomodoro spesso e volentieri e la trovo grandiosa nella sua semplicità (e dopo ti racconto anche quali sono, in base alla mia esperienza, alcuni dei vantaggi).
  • Cercavo un argomento semplice per sperimentare un po' con i video che prima o poi vorrei cominciare ad affiancare agli articoli del blog (ma serve molto tempo per farli e al momento questo resta solo un mio desiderio).

Pronti a vedere il video? Via!

La tecnica del pomodoro in meno di tre minuti


Visto il video?
La tecnica è semplice ed efficace. Si tratta di concentrarsi in blocchi di 25 minuti, alternati a 5 minuti di pausa.

Ma perché?


4 buoni motivi per usare la tecnica del pomodoro

Io utilizzo spesso i pomodori. Per studiare, per scrivere gli articoli del blog, in ufficio quando mi devo concentrare su lavori un po' più lunghi del normale. E anche a casa, quando devo affrontare qualche faccenda domestica impegnativa (c'è la piramide dei panni da stirare che giusto in questo momento mi sta facendo l'occhiolino).

Dopo diverse sessioni di lavoro con la tecnica del pomodoro ecco quali sono i vantaggi che ho sperimentato personalmente.

1. Serve a darsi un calcio nel sedere

Quando il lavoro che ti aspetta è particolarmente lungo, noioso, o impegnativo, è facile sentirsi sopraffatti. Questa è una delle cause più frequenti di procrastinazione.

Il trucco in questi casi è cominciare con poco. I 25 minuti del pomodoro sono quel poco che ti serve per prendere un piccolo impegno con te stesso senza sentirti sopraffatto.
Qualsiasi sia il compito che hai davanti, e qualsiasi sia il livello di pigrizia che stai sperimentando in questo momento, 25 minuti sono alla tua portata. Quindi decidi di impegnarti per 1 solo pomodoro.

Ti è venuta voglia di farne un altro? Bene. Sotto con un altro pomodoro.
Quei primi 25 minuti hanno già esaurito la tua spinta e vuoi tornare all'ozio? Pazienza, almeno hai fatto qualcosina. Meglio di niente.

Ma posso assicurarti che nella gran parte dei casi il difficile è cominciare e che dopo il primo pomodoro ne verranno facilmente altri.

2. Aiuta a pianificare il lavoro (e a risparmiare tempo)

A volte non abbiamo le idee molto chiare sul tempo che effettivamente ci serve per svolgere una attività.
Quanto tempo ti serve per studiare un capitolo? Per ripassarlo? Per scrivere tre pagine di tesi? Per lavare i pavimenti di tutta la casa?

Dopo un po' che utilizzi la tecnica ti verrà naturale misurare il tempo in pomodori. Quando cominci ad avere le idee chiare su quanti pomodori ti servono per fare una certa attività potrai cominciare a pianificare meglio il tuo lavoro e a evitare sprechi di tempo. Per organizzare le tue giornate è importante sapere fare una stima ragionevole del tempo che ti serve per svolgere le attività.

Molto utile tra l'altro se sei un perfezionista e tendi a perderti nei dettagli. Stabilisci un tempo realistico (in pomodori) per completare una certa attività e fai del tuo meglio per finirla nel tempo che ti sei dato.

3. Puoi fare un sacco di cose utili nelle pause

Se studi o lavori in casa quei 5 minuti sono preziosi. Puoi caricare una lavatrice. Lavare i piatti. Rifare i letti. Spazzare il pavimento della cucina. Mettere su il minestrone. A fine giornata ti ritroverai con un sacco di faccende sbrigate senza nemmeno rendertene conto.

Se invece sei in ufficio, o in biblioteca, puoi fare piccoli esercizi per stirare e rilassare il collo, le spalle la schiena (oltre a sgranchirti le gambe). E quanto torni a sederti approfittane per fare attenzione alla postura.

Sono tutti piccoli accorgimenti che a fine giornata fanno la differenza.

4. L'effetto fiction

Hai presente quelle serie tv che si interrompono sempre sul più bello? Ogni puntata è studiata per farti restare con il fiato sospeso a morire di curiosità in attesa della puntata successiva.
Con la tecnica del pomodoro succede la stessa cosa. Tu sei lì bello concentrato nello studio o nel lavoro creativo (o a fare ordine nei cassetti)... e zac... il timer suona.

Inizialmente pensavo che questo fosse un difetto della tecnica. Mi sembrava strano, soprattutto se applicato al lavoro creativo (come scrivere per esempio). Ogni lavoro mentale segue il suo ritmo, c'è un filo che concatena i pensieri, le idee, i ragionamenti. Fermarsi solo perché te lo dice un timer - mi dicevo - non sarà contro producente?

Ho scoperto che non lo è affatto. Anzi interrompersi sul più bello ti porta poi a riprendere il lavoro con maggiore gusto e piacere.

Il punto è - credo - che se ti fermi per fare una pausa quando sei troppo stanco o quando hai esaurito del tutto la spinta poi sarà difficile rimettersi al lavoro. Tendi ad allungare la pausa perché senti che ancora non ti sei ricaricato ed è facile a quel punto perdere la voglia di ricominciare.
Se invece la pausa te la prendi quando sei concentrato e coinvolto, poi non vedi l'ora di rimetterti al lavoro. È un effetto un po' paradossale, ma funziona.


Se non l'hai mai fatto prova a usare la tecnica del pomodoro, e raccontami come ti trovi.
Sarei curiosa di sapere se oltre ai 4 vantaggi che ho elencato sopra ne hai trovati altri.


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