Successo
1) esito, risultato positivo: svolgere un'attività con successo
2) apprezzamento generale, notorietà: avere successo; un professionista di successo molto noto e particolarmente apprezzato.

Questo più o meno quello che dice il dizionario, ma la faccenda ovviamente è più complessa. Cosa vuol dire avere successo? Perché ci sembra così importante? Quali sono le qualità da allenare?

Qui di seguito ci sono 5 brevi discorsi sul successo, da cinque punti di vista diversi: un filosofo, una scrittrice, un imprenditore, una psicologa, una donna con una carriera importante.

Una filosofia di successo più amichevole e gentile

Alain de Botton analizza i motivi per cui nella nostra società è facile sentirsi molto in ansia riguardo la nostra carriera professionale. Alcune idee che consideriamo positive, come l'uguaglianza o la meritocrazia, nascondono insidie delle quali è utile diventare consapevoli.

Un discorso non sempre facilissimo da seguire, ma vale la pena concentrarsi perché a tratti è illuminante. In particolare quando dice che è meglio assicurarsi di stare inseguendo la propria idea di successo, e non quella imposta da altri ;)

Oggi è tanto improbabile diventare ricchi e famosi come Bill Gates, quanto era improbabile nel 17esimo secolo accedere ai ranghi dell'aristocrazia francese. Ma il punto è che non ci sembra improbabile. Ci viene fatto credere, dai giornali e altri media, che se hai energia, qualche bella idea sulla tecnologia e un garage, puoi creare qualcosa di grandioso. (...) C'è una forte correlazione tra una società che dice alle persone che possono fare qualsiasi cosa, e l'esistenza della bassa autostima.

Successo, fallimento e la via per restare creativi

Elizabeth Gilbert, da scrittrice, di successi e fallimenti ne ha collezionati molti. Alla fine è giunta alla conclusione che hanno una cosa in comune: ti catapultano fuori dalla tua vita, dalla tua realtà. L'unico modo per resistere alle montagne russe dei successi e dei fallimenti è capire come tornare a casa.

Dopo l'università, ho trovato lavoro come cameriera in una tavola calda. Ho continuato a lavorare e a scrivere, ho continuato a provare sperando di essere pubblicata ma invano. Non riuscii a essere pubblicata per circa sei anni. Quindi per sei anni, ogni singolo giorno, non ho avuto altro che lettere di rifiuto che mi attendevano nella cassetta delle lettere. Ogni volta era così frustrante. Ogni singola volta mi domandavo se dovevo lasciar perdere subito, rinunciare e risparmiarmi tutta questa sofferenza. Ma poi ritrovavo la mia risolutezza, e sempre allo stesso modo, dicendomi, "Non ho intenzione di mollare, vado a casa". E dovete capire che per me,"andare a casa" non significa tornare nella fattoria della mia famiglia. Per me, "andare a casa" significa tornare al mio lavoro di scrittura perché scrivere era la mia casa, perché amavo scrivere più di quanto odiassi fallire come scrittrice...


I segreti del successo

Una classica lettura sugli elementi chiave del successo. Richard St. John ha intervistato oltre 500 persone di successo e ha distillato i risultati in questo discorso di soli 5 minuti.

Passione, lavoro, qualità, selezione, sforzo, servizio, idee, tenacia.


La chiave del successo? La grinta.

Angela Lee Duckworth, psicologa, ha studiato a lungo quali caratteristiche predispongono le persone ad avere successo nel raggiungere i loro obiettivi. È giunta alla conclusione che a contare più di ogni altra cosa sono grinta e tenacia.

La grinta è la passione e la perseveranza per raggiungere obiettivi a lungo termine. La grinta è resistenza. La grinta è seguire il proprio futuro, giorno dopo giorno, non solo per una settimana, o per un mese, ma per anni, lavorando sodo per rendere quel futuro una realtà. La grinta è vivere la vita come una maratona, non come uno scatto.

Possiamo avere tutto?

Anne-Marie Slaughter ha fatto una brillante carriera nel governo americano, ma a un certo punto la sua ascesa si è fermata perché ha scelto di seguire meglio la sua famiglia. Il suo punto di vista è che sia possibile ripensare il lavoro e l'organizzazione della società in modo che tutti - uomini e donne - siano messi in grado di prendersi cura della famiglia tanto quanto del lavoro.

Sono ancora fermamente impegnata nella causa dell'uguaglianza fra uomo e donna, ma riflettiamo sul significato di uguaglianza e al modo migliore per raggiungerla. Ho sempre accettato l'idea che le persone più rispettate e potenti della nostra società fossero uomini al culmine delle loro carriere, così la misura dell'uguaglianza fra uomini e donne avrebbe dovuto essere il numero di donne che occupavano queste posizioni: primo ministro, presidente, amministratore delegato, direttrici, manager, premi Nobel, leader. Tutt'ora ritengo che dovremmo fare del nostro meglio per raggiungere quell'obiettivo. Ma è solo la metà della vera uguaglianza, e credo che non ci arriveremo mai se non riconosceremo l'altra metà. Ritengo che la vera uguaglianza, l'uguaglianza completa, non significhi solo valorizzare le donne in termini maschili. Significa creare un più ampio spettro di scelte ugualmente condivise per le donne e per gli uomini. Per arrivarci, dobbiamo modificare i nostri posti di lavoro le nostre politiche e la nostra cultura. Sul posto di lavoro una reale uguaglianza significa dare valore alla famiglia quanto al lavoro e capire che le due cose si rinforzano l'un l'altra.