Newsletter aprile 2026 -

Nella scorsa newsletter avevo condiviso un mio momento di difficoltà con un ritorno di ansia forte con tutto il corredo di sintomi invalidanti.

È passato circa un mese e mezzo e devo dire che sono sorpresa per come sono andate le cose.

Ho avuto paura di avere davanti a me un lungo periodo difficile.

Avevo anche perso la capacità di concentrarmi e ho dovuto ridurre al minimo le mie attività per un mese. Un mese durante il quale mi sono concessa il lusso di trattarmi come una persona ammalata, cercando di ridurre il più possibile la pressione interna a tenere botta, continuare a lavorare, non restare indietro con il programma e cose del genere che pure la mia testolina continuava a suggerirmi.

E alla fine ha funzionato anche meglio di quello che mi aspettavo. Avevo annullato una vacanza programmata per i primi di marzo, e ho deciso non solo di recuperarla a fine mese, ma anche che stavolta avrei viaggiato in aereo.

L’ultima volta che ho volato sarà stato nel 2005 per un viaggio con mio marito, a Barcellona. Da allora non si era più ripresentata l’occasione e quando mi è capitato di dovere fare qualche spostamento più lungo del solito avevo sempre scelto il comunque il treno.

Stavolta però c’erano condizioni diverse, e l’aereo era decisamente la soluzione più razionale.

Ma ovviamente la nostra parte emotiva di cosa sia più razionale se ne frega.

Il giorno prima della partenza mi sono maledetta per quella scelta. Mi sarei tirata delle martellate nei piedi, ma nonostante questo sapevo che non mi sarei tirata indietro.

Alla fine è andata bene, con molto meno nervosismo e ansia di quello che mi aspettavo.

Da anni faccio questi viaggetti, spesso da sola. Per me è come una medicina: mi serve a rafforzare la sensazione di autonomia e indipendenza. Non sempre va bene. Mi è capitato qualche volta di stare male. Ma allo stesso tempo ho goduto di momenti di grande pienezza ed entusiasmo. Quindi alla fine ho deciso che ne vale la pena, mettendo in conto qualche disagio.

Stavolta ero combattuta tra l'eccitazione di trovarmi su un aereo dopo tutto quel tempo, e il terrore puro che qualcosa andasse storto.

Una tensione questa che le persone che soffrono di ansia conoscono bene: da un lato la spinta alla vita, all'autonomia, ad allargare l'orizzonte, dall'altro la sensazione che tutto sia troppo e che solo rintanati nel quotidiano possiamo sentirci al sicuro.

Questa mia ultima esperienza nel luna park dell'ansia mi ha insegnato una cosa: mai giudicare il nostro vissuto.

Un mese e mezzo fa ero a letto con la nausea, avevo annullato tutti gli impegni del fine settimana, non riuscivo a mangiare, e soprattutto ero convinta che quella fosse solo l’anticamera dell’inferno che mi aspettava.

Ho passato qualche brutto momento, ma ho recuperato più velocemente del previsto. Ho viaggiato da sola in aereo, e ho trascorso quattro bellissime giornate a Siracusa.

A volte giudichiamo quello che ci succede: questo è bene, questo è male. Facciamo previsioni e cerchiamo significati. Limitarsi da attraversare il momento, con presenza e cura, potrebbe togliere un sacco di fatica inutile.

Il frutto di tanto lavoro...

Scrivere romanzi è un lavoro lungo e solitario. È molto facile perdersi e domandarsi ma chi me lo fa fare?

Per mesi, o anche anni, sei solo tu davanti a un computer cercando di dare vita a un intero mondo.

Poi arriva il momento di mostrare agli altri quello che hai fatto. Il tuo lavoro prende una forma definitiva, diventa un libro. Un titolo, una copertina e una storia che qualcuno leggerà.

Avendo scelto per molto tempo di pubblicare da indipendente, fino a questo momento ho vissuto anche questo passaggio in solitudine.

Stavolta però ho fatto qualcosa di diverso.

Avevo bisogno di un contesto che potesse accogliere le mie storie, ero un po' stanca di questa avventura solitaria. Così, per il mio ultimo romanzo, mi sono messa in cerca di una casa editrice.

Mi sono affidata a un piccolo editore, molto attento, con un catalogo curato. Qualcuno che si occupa di libri per autentica passione e anche una certa dose di coraggio visto il contesto di oggi.

E sono felicissima di avere avuto un riscontro positivo.

Quindi, tra qualche mese il uscirà il mio ultimo romanzo storico, ambientato a Bologna nel Seicento. Protagoniste le donne, l’arte, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. Ma anche l’ambizione, il conflitto, il talento e il suo prezzo.

Vi aggiorno appena ho notizie sull'uscita.


Stavolta cambiamo un po' genere. Ho scelto questa poesia di Emily Dickinson per il saluti

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena
o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano

A presto

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