Scrivere è (anche) una questione di intuito. Non intendo dire che è tutto un fatto di ispirazione, sentimento e spontaneità. C'è bisogno di padroneggiare la lingua, c'è bisogno di tecnica, e di molto lavoro. Però, in questo processo, l'intuito resta un componente essenziale.
Quando cominciamo a dubitare di quello che stiamo scrivendo, quando ci domandiamo, per esempio, cosa dovrebbe fare adesso il nostro personaggio e non siamo sicuri di avere la risposta giusta possiamo fare diverse cose. Se siamo tipi studiosi (io per esempio lo sono) possiamo andare a ripassare qualche manuale di scrittura e domandarci a che punto siamo della trama e cosa dovrebbe fare in questo preciso punto il nostro eroe o la nostra eroina. Questa è sicuramente una strada, ma non è detto che si trovi sempre una risposta soddisfacente. Può essere invece che dobbiamo fare una cosa diversa, cercare per esempio di rilassarci e vedere cosa ci suggerisce l’intuito.
La pensa così la scrittrice Anne Lamott, che cito spesso perché il suo libro “Scrivere. Lezioni di scrittura creativa” è decisamente nelle mie corde e ci trovo sempre le risposte a molte delle mie domande. Non è esattamente un manuale, non insegna tecniche, né strutture, ma ragiona con cognizione di causa su tutte le insicurezze e i dubbi ci colgono quando ci avventuriamo nella scrittura.
Ecco cosa dice a proposito di questa faccenda dell’intuito.
Per riappropriarvi della sicurezza e dell’intuizione dovete fidarvi di voi stessi e stare dalla vostra parte. Specialmente durante la prima stesura, oltre all’ansia e all’insicurezza dovreste potere toccare con mano l’immaginazione e i ricordi, che vagano liberi per le colline e giocano spensierati lì accanto a voi. Fidatevi di loro. Non guardatevi i piedi per controllare i passi. Ballate e basta. Riacquisterete l’intuizione non appena le darete spazio, quando metterete a tacere il chiacchiericcio della ragione. (…)
Scrivere significa convincersi per autoipnosi a credere in se stessi e a produrre qualcosa, per poi uscire dalla trance e riprendere in mano il materiale con la giusta freddezza.
C'è una dialettica tra intuito e razionalità, tra ispirazione e tecnica, tra lasciare andare e controllare. C'è il momento in cui scrivere facendosi portare dal flusso, e il momento in cui fermarsi a ragionare. Sono entrambi aspetti dei processi creativi, difficile fare a meno di uno dei due.
Che esercizio possiamo fare per stimolare la nostra intuizione?
A me piace l'idea di combinare assieme mindfulness e scrittura, per esempio cominciando con il fare qualche minuto di meditazione prima di mettersi a scrivere (è quello che abbiamo fatto durante il workshop di ottobre).
Si tratta di una strada ancora in gran parte inesplorata. Ho cercato studi e ricerche su come utilizzare le pratiche di mindfulness in ambito creativo, e mi sono accorta che c’è ancora poco in giro. Si trovano notizie sull'utilizzo combinato di mindfulness e scrittura in contesti terapeutici o per la crescita personale, ma il campo della mindfulness come pratica per espandere la creatività mi sembra meno esplorato. In attesa che qualche studioso se ne occupi, niente ci vieta di sperimentare. Se non hai mai provato nessuna pratica di mindfulness e non sai da dove cominciare, c’è il mio ebook gratuito (basta essere iscritti alla newsletter) oppure puoi cercare qualche pratica guidata online. La cosa più semplice è cercare un body scan, oppure una pratica di ascolto del respiro. Niente cose fantasiose io mi affiderei alle pratiche di base, che sono anche scientificamente validate.
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